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4 Giugno 2019


Presentato nel concorso documentari del Trieste Film Festival 2019, Kobarid di Christian Carmosino Mereu è un film elegiaco che evoca le voci dei soldati che parteciparono a uno dei più grandi massacri bellici quale la battaglia di Caporetto.
La condizione umana
Kobarid racconta la guerra, la disfatta, il fallimento delle politiche di potenza, il massacro dei soldati e dei civili, dando voce alle montagne, ai boschi, alle trincee e alla moltitudine di anonimi soldati. Da una parte le immagini in apparenza indifferenti della Kobarid di oggi, dall’altra le storie terribili e inumane dei soldati delle due parti attraverso la voce di Alessio Boni. [sinossi]
Kobarid è una cittadina slovena, nell’alta valle dell’Isonzo, in passato nel territorio italiano e poi ceduta, nel 1947, alla Jugoslavia. Con il suo nome italiano, Caporetto, diviene immediatamente evocatrice di una pagina di storia sanguinaria, teatro di quella battaglia della Prima guerra mondiale, tra il 24 ottobre e il 27 novembre 1917, che vide fronteggiarsi l’esercito italiano e quello austriaco, che provocò vittime nell’ordine delle decine di migliaia, in quella che si ricorda come la più clamorosa disfatta italiana. Ora Kobarid è una tranquilla località di villeggiatura, punto di partenza per escursioni, rafting sul fiume o passeggiate e arrampicate in montagna. Ma in quei luoghi incontaminati, in quella natura idilliaca, sono depositati i ricordi di quell’immane tragedia.